• Cucina Siciliana

    Il cannolo, che goduria!

    Il cannolo è il dolce tradizionale per eccellenza della tradizione culinaria siciliana, riconosciuto e inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T). E’ composto da una cialda croccante fritta nello strutto, detta scorza, ripiena di crema di ricotta di pecora, cioccolato e frutta candita (tradizionalmente zucca candita, spesso sostituita da altri tipi di frutta candita, come le ciliege, le scorze di arancia o di altri agrumi o i pistacchi tritati). ORIGINE DEL NOME E DELLA RICETTA Nato originariamente come dolce di carnevale, col tempo, grazie alla sua diffusione, ha perso il suo carattere di occasionalità. Viene descritto per la prima volta dal duca Alberto Denti di Pirajno nel suo…

  • Cucina Siciliana

    Sua maestà, la Cassata

    La ricotta di pecora, prodotta in Sicilia da tempi preistorici, la pasta reale a base di farina di mandorle, inventata in epoca normanna presso il convento della Martorana, il cioccolato, giunto in Europa dopo il XVI secolo, il pandispagna, arrivato da Genova nel 1700, e la frutta candita, già conosciuta in Sicilia grazie agli Arabi ma introdotta dal pasticciere palermitano Salvatore Gulì  alla fine del 1800, fanno della cassata la regina indiscussa della pasticceria siciliana, un dolce che potremmo definire un pezzo di storia siciliana. Nata per celebrare la Pasqua dopo i sacrifici quaresimali, la cassata è divenuta ormai di consumo comune durante tutto l’anno. La sua realizzazione non è…

  • Da vedere

    Il Ponte dell’Ammiraglio, opera di grande ingegneria normanna

      Il ponte dell’Ammiraglio è uno dei massimi prodotti dell’ingegneria medievale, in particolar modo è testimonianza viva dell’architettura civile di epoca normanna. Esso, infatti, è stato completato intorno al 1131 per volere di Giorgio d’Antiochia, Ammiraglio di Re Ruggero II, al fine di collegare la città (divenuta capitale) ai giardini situati al di là del fiume Oreto (Wadi Al Abbas in epoca araba). Una leggenda racconta che, sul luogo dove fu eretto il ponte, l’Arcangelo Michele, apparso in sogno a Ruggero I, aiutò il Re normanno a conquistare la città di Palermo, in mano agli arabi. LA STRUTTURA Strutturalmente parlando si tratta di un ponte realizzato in conci regolari di calcarenite dall’evidente…

  • Da vedere

    La Cattedrale di Palermo

    In prossimità delle antiche mura punico-romane, nell’odierno Cassaro alto, sorge la maestosa Cattedrale di Palermo, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta. Testimonianza di quasi un millennio della storia religiosa e civile della città di Palermo, la Cattedrale, inserita nel percorso “Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale“, è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità (UNESCO) il 3 luglio 2015. L’ORIGINE DELLA CATTEDRALE TRA STORIA E LEGGENDA L’origine della Cattedrale, che oggi conosciamo, è strettamente legata a quella del Duomo di Monreale. Durante l’invasione araba (831-1072), la corte vescovile palermitana fu costretta a spostarsi a Monreale lasciando vacante la sede vescovile palermitana, ovvero la Sanctae Mariae Basilica (costruita…

  • Filastrocche e Poesie

    LA MARTURANA di Claudia Agnello

    Pressu ‘na chiesa palarmitana c’era un cummentu Binirittinu chi si chiamava “la Marturana” e pussirìa un granni jardinu, tantu curatu e tantu graziusu chi quannu ‘ntisi stu granni parrari, puru lu viscuvu fu curiusu e si partìu pi ghillu a taliari. Li munacheddi troppu cuntenti vulianu fari ‘na bona fiúra. Sintìti soccu ci rissi la menti p’armallu tuttu di frutta matura. Cu tantu amuri misiru ‘nsemmula chiddu ch’avìanu a disposizioni: zuccaru, acqua e farina di mennula e li ‘mpastaru cu gran devozioni. Forma ci rettiru di aranciteddi, pira, lumiuna e atra frutta matura. Bisogna viriri ch’eranu beddi tutti tinciuti di milli culura. Quannu li misiru na lu jardinu tutti appizzati…

  • Da vedere

    Santa Maria dell’Ammiraglio, la Martorana.

    Situata proprio al centro della città di Palermo, in posizione elevata rispetto al manto stradale in seguito all’abbassamento del piano dell’odierna piazza Bellini (1846), la Chiesa Santa Maria dell’Ammiraglio, nota come “Martorana”, è considerata una delle chiese più affascinati della municipalità di Palermo in quanto in essa convivono perfettamente diversi stili artistici e architettonici, in modo particolare quello bizantino, grazie al quale è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità (UNESCO) all’interno del percorso “Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale” il 3 luglio 2015, quello barocco e quello neoclassico. LA REALIZZAZIONE DELLA CHIESA BIZANTINA La Chiesa, segno di ringraziamento per l’aiuto e la protezione ricevuti dalla Vergine…

  • Racconti e Fiabe

    Andrea Camilleri racconta la “Festa dei morti”

    “Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari…

  • Da vedere

    San Cataldo, simbolo della Palermo arabo-normanna

    Impiegata sovente come immagine simbolo della Palermo arabo-normanna, la Chiesa di San Cataldo è entrata a far parte il 3 luglio 2015 del Patrimonio dell’Umanità (UNESCO) nell’ambito dell’itinerario “Palermo arabo – normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”. LA REALIZZAZIONE DELLA CHIESA E LE DIVERSE MODIFICHE STRUTTURALI La sua edificazione, su resti di antiche mura punico-romane, avvenne tra il 1154 e il 1160 per volontà di Maione di Bari, ammiraglio di Guglielmo I, che ne fece la cappella privata del suo palazzo. Successivamente, nel 1182, re Guglielmo affidò la cappella ai benedettini di Monreale che mantennero la sua originaria configurazione fino al 1679, anno in cui, come trascritto nell’iscrizione…

  • Da vedere

    La Zisa, “la splendida”

    «Guglielmo … rivaleggiando col padre … si mosse a fabbricare tal palagio che fosse più splendido e sontuoso di que’ lasciatigli da Ruggiero. Il nuovo edifizio fu murato in brevissimo tempo con grande spesa e postogli il nome di al-ʿAzîz, che in bocche italiane diventò «la Zisa» e così diciamo fin oggi». Michele Amari, Storia dei musulmani di Sicilia Desideroso di ostentare la propria ricchezza e la propria potenza e di rivaleggiare col padre, Guglielmo I , detto il Malo, fece costruire all’interno del parco di caccia del Genoard, che si estendeva nella zona ovest di Palermo sino ad Altofonte, uno splendido palazzo concepito come dimora estiva dei re, la…

  • Racconti e Fiabe

    Li Diavuli di la Zisa.

    Hannu a sapiri ca ‘n Palermu cc’è un gran Palazzu ch’è comu un Casteddu e si chiama di la Zisa. A sta Zisa cc’è ‘na ‘ntrata ch’è fatta d’oru e appitturata vera galanti, e ‘nta la menzu ‘na funtana di màrmura ca cci scoppa un’acqua pulita e frisca ca veni lu cori, e ‘nta st’acqua s’arròzzulanu pizzudda d’oru e d’argentu. Ora ddocu, ‘nta sta Zisa, cc’è lu ‘ncantisimu, e cc’è un bancu di munita d’oru, la cchiù granni chi mai (ma no quantu lu bancu di Ddisisa), e lu tennu ‘ncantatu li Diàvuli, pirchì nun vonnu chi si lu pigghiassiru li cristiani; pirchì lor signuri hannu a sapiri ca stu…