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Immergiamoci nell’isola di Ustica, la perla nera del Mediterraneo

Immersa nelle azzurre acque del Mar Mediterraneo, a pochi km da Palermo, Ustica è un vero paradiso per tutti coloro che amano il mare.

In contrasto con l’ azzurro del mare la sua terra è bruna ma ricca di una verde e rigogliosa vegetazione.  Proprio per il colore bruno della sua terra, o meglio delle sue rocce laviche, viene spesso definita “perla nera”. Ustica, in effetti, altro non è che la cima di un vulcano sommerso inattivo da ben 100 mila anni.

Allo scopo di proteggere il patrimonio faunistico e ambientale che si nasconde nel mondo sommerso, attorno all’isola, nel 1987, proprio a Ustica è stata istituita la prima Riserva Marina Naturale d’Italia

UN’ISOLA DAL NOME MITOLOGICO

Il termine Ustica, nome affidato all’isola dagli antichi romani, deriva dal latino ustum ovvero “bruciato”.

Presso i greci l’isola era conosciuta però con il nome di Osteodes, ovvero “ossario” per i  resti dei mercenari che in quest’isola sono morti di fame e sete.

Secondo la mitologia il nome Osteodes  indica invece le ossa degli sfortunati naviganti che, ammaliati dal canto delle sirene, finivano per schiantarsi contro le rocce frastagliate che caratterizzano l’isola. Ma l’isola delle Ossa si riferisce anche, per alcuni studiosi, all’identificazione dell’isola di Ustica con l’isola di Eèa, dimora solitaria della maga Circe.

Da un punto di vista storico Diodoro Siculo (I a.C.) collega il nome Osteodes alle bianche ossa dei seimila mercenari cartaginesi abbandonati sull’isola dal loro comandante per essersi ammutinati durante una guerra contro i siracusani.

CENNI STORICI

I primi insediamenti umani risalgono al Paleolitico e alcuni  scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un antico villaggio cristiano. Non solo sulla terraferma ma anche sott’acqua sono stati trovati diversi reperti. Sepolture, cunicoli e una gran quantità di reperti archeologici testimoniano una presenza costante nell’isola: fenici, greci, cartaginesi e romani.

Per un lungo periodo i pirati saraceni hanno costruito sull’isola le loro basi ostacolandone la colonizzazione.

Nel 1759 Ferdinando III di Borbone riesce finalmente ad imporre una colonizzazione dell’isola con l’edificazione di due torri di guardia (Torre di Santa Maria e Torre Spalmatore), cisterne per l’acqua piovana e case che hanno costituito il centro abitato principale dell’isola presso la Cala Santa Maria.

Pochi anni dopo (1762) i corsari barbareschi rapiscono la popolazione che viene condotta in Tunisia. Questo attacco porta all’intensificazione dei lavori di difesa e alla realizzazione del piano urbanistico dell’attuale abitato (Giuseppe Valenzuola, 1765).

Durante il periodo borbone e fino al 1961 l’isola è nota soprattutto come luogo di confino e ospita diverse personalità di grande spicco. Nel 1961 il confino viene abolito a causa di proteste popolari e da allora incomincia a svilupparsi il turismo.

LA RISERVA MARINA NATURALE

La riserva marina è divisa in tre aree, denominate A, B e C. Nell’area A, che va dal promontorio a nord di Punta Spalmatore fino a Punta Megna, è vietata qualsiasi attività che possa arrecare danno alla flora e alla fauna, eccetto per Cala Sidoti e Cala Acquario dove è consentita la sola balneazione. Nell’area B, che si estende da punta Gavazzi a punta Omo Morto, è consentita la fotografia subacquea e la pesca sportiva con lenze da fermo o da traino. Infine nell’area C, nella parte meridionale dell’isola, è consentita la pesca professionale, previa autorizzazione del comune, e ogni forma di pesca sportiva.

Nonostante le dimensioni ridotte, attorno ad Ustica vi sono oltre 30 punti di immersione, ognuno dei quali regala emozioni uniche.

Nella Grotta dei gamberi (facente parte di Punta Galera) è possibile ammirare, ad una profondità di 43 metri, i famosi gamberetti di Ustica, i parapandali.

Al largo del faro di Punta Gavazzi si può rimanere ammaliati dai numerosi reperti, tra cui ancore ed anfore di epoca romana.

Nella Secca della Colombara, immersi in uno scenario arricchito di spugne e gorgonie dagli incredibili e vivacissimi colori, vivono indisturbate cernie, grossi dotti, ricciole, dentici, saraghi giganteschi, aragoste e infine grossi banchi di barracuda.

Nelle vicinanze dello Scoglio del Medico, un luogo ricco di grotte e anfratti, si gode di uno spettacolare panorama subacqueo.

Nella Grotta della Pastizza si è formata una camera d’aria, nella quale è possibile riemergere per ammirare la statua di Santo Bartolomeo, patrono di Ustica, affascinanti spugne colorate e numerosi gamberi, nudibranchi, cipree e musdee.

La preziosa Grotta di San Francesco, sorgente di acqua dolce, racconta tutta la storia naturale di Ustica grazie anche alla presenza dei numerosissimi fossili.

Se non si è interessati alle immersioni basta recarsi presso una delle calette presenti nell’isola per godere di un po’ di relax e di un rinfrescante bagno nelle azzurre e copiose acque che circondano l’isola. Al Faro è presente una grande piattaforma in cemento da cui immergersi nel mare cristallino. Presso Cala Santa Maria il mare è pulito e azzurrissimo. Caletta Acquario offre una spiaggia molto adatta ai bambini. Cala Sidoti, con i suoi ciottoli e la sabbia nera, è adatta ai bambini e consente di nuotare in armonia con i pesci e con la natura.

 

MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

L’Acquario dello Spalmatore dove è possibile ammirare nel loro ambiente naturale una collezione piuttosto corposa delle specie acquatiche del Mediterraneo, sia vegetali che animali.

Il Villaggio di Tramontana, un villaggio preistorico dell’età del bronzo situato nell’omonima località, costituito da un notevolissimo muro difensivo che raggiunge anche i tre metri di altezza e da una necropoli che si trova presso la cala del camposanto.

Il Villaggio della Rocca Falconiera è il luogo giusto per respirare le emozioni della storia, e lasciarsi incantare da un panorama mozzafiato; conserva resti di una antica necropoli paleocristiana, di grande interesse storico ed archeologico. Punto di maggiore interesse è il Forte della Falconiera, uno dei punti maggiormente panoramici dell’Isola di Ustica, a 157 metri di altezza, costruito sull’orlo di un antico cratere a picco sul mare.

PRODOTTI TIPICI

Le lenticchie di Ustica, le lenticchie più piccole d’Italia, sono un ingrediente fondamentale della cucina locale. Le due ricette classiche sono la zuppa, arricchita con le verdure locali e profumata con basilico o finocchietto selvatico, e pasta e lenticchie, preparata con gli spaghetti spezzati. Dal 2019 sono inserite nella lista di Slow Food tra i prodotti in via d’estinzione.

A parte le ridotte dimensioni, le lenticchie di Ustica sono caratterizzate da un colore marrone scuro con sfumature delicate verdoline.

Marianna

Vive a Palermo. Appassionata di fotografia, di lettura e di ogni forma d'arte (o quasi). Innamorata della Sicilia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sul cibo all'interno della letteratura e dei menu siciliani.

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