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Palermo – Itinerario barocco (II parte)

Cari lettori,

continua il nostro tour nel barocco a Palermo.

Altre due chiese importanti e ricche di storia e bellezza sono San Domenico e Sant’Anna la Misericordia.

CHIESA DI SAN DOMENICO

Cenni storici

La chiesa di San Domenico è la seconda chiesa di Palermo per importanza dopo la Cattedrale e si trova nell’omonima piazza, nel quartiere La Loggia.

Dopo la riconquista dell’isola ad opera di Ruggero d’Altavilla, bisnonno materno del nostro Federico II, scatta l’impulso di cambiare il tessuto sociale. È in questo periodo che vengono costruiti nuovi edifici o che si ingrandiscono e abbelliscono quelli di matrice islamica. Ed è proprio in questo periodo che, tra il 1280 e il 1285, viene eretta la nuova chiesa orientata in senso inverso all’attuale con annesso convento e chiostro. La Chiesa successivamente, tra il 1458 e il 1480, viene ampliata e rinnovata in stile rinascimentale grazie al contributo di potenti famiglie palermitane e alla concessione di speciali indulgenze a fronte di oboli per la ricostruzione del tempio.

La configurazione della Chiesa attuale però è più recente e dipende dalla ricostruzione totale che la chiesa ha avuto nel 1640 da parte dell’architetto Andrea Cirrincione dietro l’impulso dell’arcivescovo Giannettino Doria.

Descrizione

Lo stile della chiesa è tipicamente barocco. Il frontone è costellato da due alti campanili e sulla facciata, che risale al 1726 e dà sull’odierna Piazza San Domenico, già Piazza Imperiale, ci sono molte statue in stucco che raffigurano santi e papi domenicani, opera di Giovan Maria Serpotta, nipote di Giacomo.

Il prospetto attuale è la combinazione data dalla sovrapposizione di colonne che rendono meno severo e più leggero il tutto. Sulla facciata, infatti, sono presenti dodici colonne, otto di esse sono attorno la zona centrale e l’ingresso. Le altre quattro alla base dei campanili.

L’interno ha un impianto a croce latina, è ampio e a tratti severo. Sono presenti sedici colonne monolitiche in marmo di Billiemi, otto per lato, che dividono l’interno in tre navate. Le navate laterali sono arricchite da cappelle che ospitano preziose opere d’arte.

Nel transetto della chiesa è stato posto nel 1987 un nuovo altare di bronzo rivolto al popolo, realizzato dallo scultore Sebastiano Milluzzo, con smalti colorati su argento. Preziosi i due organi posti ai lati dell’abside.

La chiesa è adibita a Pantheon dei siciliani più illustri, infatti vi sono allocate tombe, lapidi e targhe. Questo, dal 1853, grazie all’impegno del letterato Agostino Gallo.

Piccola curiosità : durante la Quaresima viene montata “a tila”, un tessuto esteso alto 30 metri e largo quanto l’arco absidale in tessuto di canapa, che riproduce in pittura la morte e la deposizione di Cristo. Durante la celebrazione della notte di Pasqua questo telo cade svelando l’altare maggiore e annunciando anche a livello visivo il Cristo risorto.

Curiosità
  • Per la sua estensione complessiva, 88,92×34,68 metri, la Chiesa di San Domenico è l’edificio di culto più vasto della Sicilia.
Chiesa di San Domenico (piazza San Domenico)
Orari visite: Da martedì a venerdì, ore 9-13.30,
sabato e domenica, ore 8.30-13 e 17-19
Ticket: Ingresso gratuito

CHIESA DI SANT’ANNA LA MISERICORDIA

Cenni storici

Uscendo dalla piazza e immettendovi su Via Roma, continuate fino ad arrivare all’incrocio con Corso Vittorio Emanuele. In una delle traversine a destra, troverete la strada per arrivare alla Chiesa di Sant’Anna che sorge nella zona dell’antico mercato dei Lattarini.

L’insieme monumentale della chiesa e del convento è edificato in una zona che in passato era delimitata da scogliere rocciose e attraversata per un tratto dal Kemonia. È uno dei complessi monumentali più soggetto agli eventi catastrofici degli ultimi secoli.

Nel 1549 i padri Gesuiti edificano nel quartiere dei Lattarini il loro primo collegio. Tra il 1594 e il 1596, nei pressi delle rovine del Palazzo dei Vespri, viene costruita una piccola chiesa alla Madonna della Misericordia che viene gestita dal terzo ordine regolare francescano. Visto che la chiesa era troppo piccola e inadatta alle esigenze dei fedeli, si decide di ingrandirla con l’aiuto delle autorità. Il progetto architettonico viene affidato all’architetto Mariano Smiriglio. I lavori iniziano nel 1606 e terminano nel 1632.

Tra il 1918 e il 1924 l’edificio viene usato come granaio municipale. Nel 1925, con i Patti Lateranesi, viene dato di nuovo in custodia ai frati, che tornano in possesso anche di una parte di convento.

Descrizione

La facciata, rivolta a sud, ha un tratto sinuoso, caratterizzato da curvature e rientranze che rendono armoniosa la struttura. Le decorazioni scultoree del prospetto sono state disegnate da Giacomo Serpotta e realizzate da Gioacchino Vitagliano, Giacomo Pennino e Lorenzo Marabitti. Le statue delle nicchie del primo ordine raffigurano i Santi Giuseppe, Elisabetta, Anna e Gioacchino, mentre in alto troviamo i Santi Ludovico e Antonio di Padova.

L’interno della chiesa è caratterizzata da elementi di stile tardo rinascimento. L’impianto è a croce latina, a tre navate separate da dodici colonne in marmo grigio, archi a tutto sesto, ampio presbiterio rettangolare. La cupola non è stata realizzata a causa di problemi staticità e al suo posto è presente un soffitto di legno decorato a trompe-l’oeil che ne simula la forma. Nella Chiesa si possono ammirare anche due decorazioni a fresco dell’inizio del XVIII secolo, l’Ascensione di Gesù di Vito d’Anna e l’Assunzione della Vergine di Filippo Tancredi, gli unici rimasti dopo il terremoto del 1823, un organo del XVII secolo e diverse opere di pregevole fattezza.

Il convento adiacente la chiesa è stato costruito per i padri del Terzo Ordine Francescano, tra il 1606 e il 1648 attorno al grandioso portico rinascimentale.

Chiesa di Sant’Anna la Misericordia (piazza Sant’Anna)
Orari visite: Tutti i giorni, ore 9-12.30 e 16.30-19
Ticket: Ingresso gratuito
Francesca

Vive a Palermo. Appassionata di lettura e scrittura e innamorata della Sicilia e di ogni suo piccolo angolo. Laureata in Scienze turistiche con una tesi su come il turismo in Sicilia sia stato influenzato dai mass media.

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