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Palermo – Itinerario barocco (I parte)

Carissimi amici,

inizia qui l’itinerario barocco per le strade di Palermo e inizieremo proprio con due degli emblemi del barocco in Sicilia, ovvero la Chiesa del Gesù, meglio conosciuta come Casa Professa, e la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini.

CASA PROFESSA

Cenni storici

Essa è una delle più importanti chiese barocche di Palermo e di tutta la Sicilia ed è ubicata nel centro storico della città nel mandamento di Palazzo Reale in cui vi sono altre chiese.

L’esistenza di un luogo di culto dove sorge l’attuale chiesa è documentata già dall’884, anno in cui viene registrato un convento e un tempio di S. Filippo d’Argirò, fondato dai monaci basiliani.

Nel 1072, durante l’epoca normanna, grazie a Roberto il Guiscardo, viene edificata la Badia di Santa Maria alla Grotta.

Nel 1549 i Gesuiti arrivano a Palermo grazie alla protezione del Viceré di Sicilia Juan de Vega e nel 1553, grazie al successo riscontrato nell’insegnamento, essi ottengono la Chiesa di S. Maria alla Grotta. Tra il 1564 e il 1577 si costruisce il primitivo impianto sotto il patrocinio del Senato di Palermo. Da questo momento in poi la Chiesa verrà chiamata con il suo attuale nome. Sullo scorrere del XVII secolo si pensa ad un nuovo ampliamento che da alla struttura interna l’odierno e definitivo assetto. Nel 1767 ai Gesuiti viene riconosciuto solo il compito dell’insegnamento scolastico e nel 1860 vengono cacciati dalla città.

La chiesa viene parzialmente bombardata durante la Seconda Guerra mondiale in cui viene distrutta la cupola e i manufatti vicini. Essa viene ricostruita negli anni ’50.

Piccola curiosità storica: tra il 1781 e il 1801, durante i restauri della Cattedrale di Palermo, il Capitolo metropolitano e gli uffici parrocchiali sono trasferiti presso Casa Professa che assume il titolo e ricopre le funzioni di Concattedrale.

Descrizione

La facciata rivolta a nord, nella parte centrale è caratterizzata da un doppio ordine di lesene sovrapposte. I due ordini sono uniti da volute con riccioli verso il basso. Il portale principale è formato da colonne con capitelli corinzi con sopra timpano spezzato ed archi sovrapposti. Ci sono poi statue raffiguranti i santi della Compagnia del Gesù. Sul lato destro S. Francesco Saverio, collocato proprio sul portale, S. Francesco Regis sul vertice. Le statue delle nicchie sul lato sinistro raffigurano S. Ignazio di Loyola, sul portale, S. Paolo Mike in secondo piano e S. Francesco de Geronimo sul cornicione laterale.

L’interno, che presenta una pianta a croce latina con tre navate, un ampio presbiterio e una serie di cappelle laterali, col suo incredibile tripudio barocco, è in netto contrasto con l’austera facciata. Un manto ininterrotto di sculture, tarsie policrome, ornati marmorei, stucchi e affreschi realizzati da una schiera di rinomati artisti si estende per tutta la Chiesa. La tecnica utilizzata è quella dei marmi mischi e tramischi, che conferisce un’atmosfera di grande impatto visivo.

La parte più bella dell’edificio è senza dubbio la tribuna absidale, ornata dall’Adorazione dei Pastori e dall’Adorazione dei Magi, bassorilievi marmorei di G. Vitagliano su modelli di G. Serpotta.

Entrare dentro questa chiesa è un’esperienza veramente mistica. Io dalla prima volta che ci sono entrata non posso fare altro che inginocchiarmi davanti a tanta perfezione di bellezza.

Curiosità
  • Nel 1892, la chiesa ottiene il titolo di Monumento Nazionale da parte del Ministro della Pubblica Istruzione Paolo Boselli, su richiesta del cavaliere Salvatore Di Pietro, già rettore di Casa Professa.
  • La Chiesa del Gesù viene citata da Tomasi di Lampedusa nel suo “Il gattopardo”, quando don Pirrone, prete di Lampedusa, passò per Palermo con la carrozza del Principe.

Chiesa del Gesù  o Casa Professa (piazza Casa Professa)
Orari visite: Tutti i giorni, ore 9.30-13.30
Ticket: 2 euro (chiesa)
5 euro (chiesa, il museo della compagnia di Gesù, l’oratorio, la sacrestia e la cripta)

 

CHIESA DI SAN GIUSEPPE DEI TEATINI

Cenni storici

Nell’area delimitata a nord dalla strada del Cassaro (Corso Vittorio Emanuele) e a oriente da Via Maqueda, sorge San Giuseppe dei Teatini che si affaccia anche su Piazza Pretoria. Essa costituisce il vertice del mandamento Palazzo Reale e ingloba la facciata sud di Piazza Vigliena o dei 4 Canti.

I padri teatini arrivano da Napoli per stabilirsi a Palermo nel 1600, su invito del Senato. La loro prima sede è il convento vicino la Chiesa di Santa Maria della Catena. Nel 1602 ottengono la Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami con l’impegno di costruire una cappella nella nuova chiesa, l’Oratorio di San Giuseppe dei Falegnami. La Chiesa vera e propria viene edificata a partire dal 1612, su progetto dell’architetto teatino napoletano Pietro Caracciolo coadiuvato dal savonese Giacomo Besio, laico teatino, cui fu affidata la direzione del cantiere. A causa della complessità della realizzazione della Chiesa, i lavori terminano solo nel 1645.

Negli anni successivi e per tutta la seconda metà del XVII secolo si lavorerà alla decorazione interna.

Descrizione

Il prospetto su Corso Vittorio Emanuele è formato dall’ingresso principale e da due raccordi arcuati laterali. Sulla sinistra è la facciata del cantone sud di Piazza Vigliena. L’ingresso principale è di recente costruzione, in stile classico, e il portone è delimitato da due coppie di colonne ioniche. Il prospetto laterale su Via Maqueda è caratterizzato da lesene sormontate da contrafforti con archi rampanti e da un campanile con colonne tortili, attribuito a Paolo Amato, rimasto incompiuto. Sul tetto, oltre l’elegante cupola progettata da Giuseppe Mariani, ogni campata forma una cupola con lanternino e un doppio livello di balaustra a colonnine.

L’impianto della chiesa è a croce latina alata, cupola con lanterna e cappelle nelle navate laterali. L’aula è suddivisa da colonne, in marmo grigio di Billiemi, con capitelli corinzi che sostengono dodici archi. Tutto è riccamente ornato da un ininterrotto manto di decorazione a intarsi marmorei policromi che creano un effetto di particolare fasto ed eleganza.

Di particolare bellezza è l’altare maggiore, sollevato dal pavimento per cinque gradini. Esso è in marmo nero e ha incastonate delle pietre dure e preziose e ornamenti in bronzo. Il crocifisso è in avorio, la croce in agata e bronzo.

Il presbiterio è ricco di stucchi realizzati da Paolo Corso e Giuseppe Musso e pitture di Filippo Tancredi.

Curiosità:
  • I dipinti della volta sono stati quasi totalmente rifatti, tra il 1950 e il 1954, per rimediare ai danni causati dall’offensiva aerea anglo-americana avvenuta il 9 maggio 1943.
  • Le preziose cappelle, che si affacciano lungo le navate laterali e che conservano pregevoli opere d’arte, appartenevano alle maggiori famiglie nobiliari cittadine.
  • Dall’interno della Chiesa si accede ad una vasta Chiesa ipogea all’interno della quale scorre una sorgente d’acqua, dichiarata dal popolo devoto “miracolosa”.
Chiesa di San Giuseppe dei Teatini
Orari visite: feriali: 9.30 – 12.00 /16.00- 18.00
festivi: 8.30-13.00 /16.00-18.00
Ticket: Offerta libera
Francesca

Vive a Palermo. Appassionata di lettura e scrittura e innamorata della Sicilia e di ogni suo piccolo angolo. Laureata in Scienze turistiche con una tesi su come il turismo in Sicilia sia stato influenzato dai mass media.

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