Cucina Siciliana

A Santa Lucia si mangia la cuccia (cuccìa)!

Il 13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia (283-304), in alcune zone della Sicilia, tradizionalmente, non si mangiano alimenti prodotti con farina di cereali (pasta e pane in primis), ma con cereali interi o con altre farine. Tra gli alimenti più diffusi, insieme alle arancine (o arancini) e alle panelle, vi è la cuccia, una ricetta a base di grano cotto, il cui termine deriva da coccio, ovvero granello o chicco.

LA LEGGENDA DI SANTA LUCIA

L’usanza di mangiare il grano in questo giorno di festa ha origini molto antiche contese tra Palermo e Siracusa.

Secondo una leggenda, nel 1646 una grave carestia mise in ginocchio il popolo siciliano che, con grande devozione, fece delle preghiere per chiedere l’aiuto divino. Miracolosamente il 13 dicembre del 1646 approdò nel porto di Palermo una nave carica di grano. La gente, stremata dalla fame, decise di non perdere tempo a macinare il grano ma lo lessò e lo mangiò così, condito solamente con sale e olio. Da quel giorno, in segno di riconoscenza, il giorno del martirio di  Santa Lucia, ritenuta l’artefice del miracolo, si prepara il grano cotto.

DA SALATA A DOLCE

In origine quindi il grano cotto veniva preparato in versione salata, condito semplicemente con olio, sale e con l’aggiunta, successivamente, di pepe e pecorino grattugiato. Oggi invece viene preparato principalmente nella variante dolce, arricchito con ricotta, canditi o cioccolato…un vero e proprio dolce al cucchiaio raffinato e appetitoso. Per la realizzazione della variante dolce, il grano crudo, precedentemente messo a bagno in acqua per tre giorni (con l’accortezza di cambiare l’acqua ogni giorno), viene cotto in abbondante acqua con un pizzico di sale (a fiamma bassa per circa 4-5 ore.), scolato bene e, una volta raffreddato, condito in una di queste differenti maniere:

 

  • Cuccia con vino cotto riscaldato, il tutto poi spolverato con cannella (versione prettamente siracusana);
  • Cuccia con miele e cannella;
  • Cuccia con crema di ricotta, canditi e cioccolato;
  • Cuccia al cioccolato.

 

CUCCIA CON CREMA DI RICOTTA

Per la preparazione della cuccia con crema di ricotta, canditi e cioccolato occorrono: 800 g di ricotta di pecora, 500 g di grano tenero, 300 g di zucchero, 100 g di gocce di cioccolato (o cioccolato a scaglie), 100 g di frutta candita (in parte tagliata a strisce sottili), cannella in polvere q.b., un pizzico di sale. Innanzitutto bisogna mettere la ricotta a sgocciolare in un colino e riporla in frigorifero finché non avrà perso il siero, quindi setacciarla, mescolarla per bene in una terrina insieme allo zucchero e aggiungere le gocce di cioccolato e la frutta candita. Fatto ciò unire il grano (diventato gonfio e molto morbido) e la cannella in polvere. Sistemare la cuccia in una ciotola grande o in piccole coppette e guarnire a piacere con cioccolato, canditi e cannella.

Cuccia con crema di ricotta, canditi e cioccolato

 

CUCCIA AL CIOCCOLATO

Per la preparazione della cuccia al cioccolato occorrono invece: 375 g di grano tenero, 150 g di cioccolato fondente, 150 g di cacao in polvere, 500 g di latte (io uso quello parzialmente scremato), 75 g di frutta candita, 40 g di amido di mais, 100 g di zucchero, cannella in polvere q.b.. Per la realizzazione di questo dolce bisogna in primis tritare il cioccolato con il coltello e ridurre a cubetti la frutta candita. In un tegame setacciare l’amido di mais e il cacao in polvere, e in seguito aggiungere lo zucchero e la cannella. Porre sul fuoco il tegame e scaldare a fuoco medio mescolando con la frusta fino a far addensare la crema. Continuando a mescolare aromatizzare la crema con la cannella in polvere e poi spegnere il fuoco. Infine aggiungere il grano tenero, il cioccolato tritato (lasciarne un po’ da parte) e i cubetti di frutta candita, e amalgamare per bene. Lasciare raffreddare e servire la cuccia tiepida o fredda (dopo averla lasciata in frigo per una notte) condita semplicemente con cioccolato tritato e granella di pistacchio o mandorle.

Cuccia al cioccolato

 

P.S.: l’altra leggenda, molto simile a quella di Palermo, ha come protagonista la città di Siracusa (anno 1763).

Marianna

Vive a Palermo. Appassionata di fotografia, di lettura e di ogni forma d'arte (o quasi). Innamorata della Sicilia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sul cibo all'interno della letteratura e dei menu siciliani.

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