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Il Ponte dell’Ammiraglio, opera di grande ingegneria normanna

 

Il ponte dell’Ammiraglio è uno dei massimi prodotti dell’ingegneria medievale, in particolar modo è testimonianza viva dell’architettura civile di epoca normanna. Esso, infatti, è stato completato intorno al 1131 per volere di Giorgio d’Antiochia, Ammiraglio di Re Ruggero II, al fine di collegare la città (divenuta capitale) ai giardini situati al di là del fiume Oreto (Wadi Al Abbas in epoca araba). Una leggenda racconta che, sul luogo dove fu eretto il ponte, l’Arcangelo Michele, apparso in sogno a Ruggero I, aiutò il Re normanno a conquistare la città di Palermo, in mano agli arabi.

LA STRUTTURA

Strutturalmente parlando si tratta di un ponte realizzato in conci regolari di calcarenite dall’evidente configurazione a “schiena d’asino” con due rampe simmetriche rette da sette campate ad arco ogivale e ghiere a rincasso, scandite a loro volta da 6 massicci piloni dotati anch’essi di aperture a sesto acuto. Questa struttura permetteva di sopportare carichi elevatissimi e ha permesso per lungo tempo, esattamente fino al 1938, anno in cui è stato deviato il percorso dell’Oreto, di ridurre la spinta del fiume in piena (anche durante l’alluvione del 1931). Adesso, con la deviazione del fiume, il ponte risulta parzialmente interrato all’interno di un giardino recintato in cui sono presenti diverse varietà di piante grasse come le agave.

GARIBALDI E’ STATO QUI

In molti luoghi ho visto targhe con su scritto “Garibaldi ha dormito qui!”, beh qui non ha di certo dormito ma il 27 maggio del 1860, nel corso della spedizione dei Mille, proprio questo ponte è stato teatro di un duro scontro tra le truppe rivoluzionarie guidate dal generale Giuseppe Garibaldi e le truppe dei Borboni. Scontro che vide le camice rosse dei mille picciotti trionfare e aprire le porte alla conquista di Palermo, proprio come ci mostra il grande Renato Guttuso in La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio (1955).

Il 3 luglio del 2015 il Ponte dell’Ammiraglio è entrato a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità (Unesco) nell’ambito dell’itinerario “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale“.

“Spirito e sguardo di stratego a Garibaldi segnarono dall’alta Gibilrossa questo ponte cui egli creò gloria nell’alba del 27 maggio 1860 passandolo coi siculi e i mille. Vincitore a cercare l’Italia nel cuore di Palermo. 1860-1910”

 

Marianna

Vive a Palermo. Appassionata di fotografia, di lettura e di ogni forma d'arte (o quasi). Innamorata della Sicilia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sul cibo all'interno della letteratura e dei menu siciliani.

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