Da vedere

San Giovanni degli Eremiti, un’oasi spirituale.

Le caratteristiche cupolette intonacate di rosso e il “nitido rapporto tra i corpi cubici”, che ricordano gli antichi edifici di culto orientale, fanno della Chiesa di San Giovanni degli Eremiti uno degli edifici più affascinati ed emblematici della città di Palermo. Costruita secondo i canoni dell’architettura siculo-normanna, dal 3 luglio 2015 la Chiesa è entrata a far parte del Patrimonio dell’umanità (Unesco) nell'”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale“.

LA REALIZZAZIONE E LE DIVERSE TRASFORMAZIONI

Situata presso Palazzo dei Normanni, nel tratto in cui scorreva il fiume Kemonia (oggi interrato), la Chiesa, facente parte di un complesso conventuale comprendente anche la sala del Capitolo, un dormitorio, un refettorio, il cimitero e il chiostro, pare sia stata edificata per volere di Ruggero II tra il 1132 e il 1148 sopra antiche preesistenze di epoche differenti (un edificio pagano, un monastero gregoriano e una moschea) e subito affidata a Guglielmo da Vercelli, fondatore dell’ordine benedettino di Montevergine. Dedicato a San Giovanni Apostolo e Evangelista, il primitivo monastero, a causa della vicinanza con la chiesa di San Mercurio (Ermes in greco) o della vita eremitica dei monaci definiti romiti, divenne subito noto come monastero di San Giovanni degli Eremiti. La vicinanza al Palazzo Reale inoltre fece del monastero un luogo privilegiato, che venne persino insignito del titolo di “Reale”. Dopo un lungo periodo di abbandono, l’edificio monastico, ormai privo di religiosi, fu assegnato prima ai monaci benedettini di San Martino delle Scale (1464) e successivamente (1524) ai monaci benedettini di Monreale che lo utilizzarono come Gancia (ospizio). In questo periodo l’edificio subì diverse ristrutturazioni, a volte anche invasive attraverso la costruzione di volumi aggiuntivi, che furono eliminati grazie agli interventi dell’architetto Giuseppe Patricolo (1880), che restituì il presunto aspetto originario al magnifico monumento, proprio come oggi lo conosciamo.

Del complesso conventuale primitivo oggi però si possono ammirare solamente la chiesa, il chiostro e pochi resti del monastero.

QUADRATO E CERCHIO, TERRA E CIELO

Cerchio e quadrato.

La chiesa, orientata verso est, presenta un impianto planimetrico a croce commissa (cioè a forma di T) e sviluppa il tema del quadrato, elemento generatore che rappresenta la terra, che insieme al cerchio, che rappresenta il cielo, da origine alla “qubba” (le gobbe) di origine fatimita. Quadrato e cerchio infatti caratterizzano il modulo costruttivo interno della chiesa che è dato da una struttura cubica sormontata  da una cupola, modulo che si ripete per ben cinque volte, due nelle campate dell’unica navata, separate da un possente arco ogivale, e tre nel transetto. La cupola ubicata nella campata sinistra del transetto, più alta rispetto alle altre, assolve la funzione di campanile. Un ruolo fondamentale inoltre è rivestito dalla luce che penetra all’interno della Chiesa attraverso l’uso sapiente delle aperture ogivali, originariamente coperte da transenne di gesso arabescate; una luce che crea un’atmosfera spirituale che avvicina a Dio.

LA SALA ARABA

 

A destra del transetto della Chiesa è presente un più antico edificio islamico, denominato “sala araba”, formato da una sala rettangolare, un portico e un cortile scoperto. Di questo edificio non si conosce né la data di realizzazione né la funzione ma è quasi certo che durante il periodo normanno, e anche successivamente, la sala fu adibita ad usi religiosi cristiani, a testimonianza di ciò la presenza di affreschi medievali superstiti (La Madonna in trono tra S. Giovanni benedicente e S. Giacomo o Ermete).

UN CHIOSTRO PARADISIACO

A ovest della Chiesa, tramite un verdeggiante giardino ottocentesco di tipo mediterraneo connotato dalla presenza di agrumi, nespoli, allori e ulivi, si giunge infine ad un meraviglioso chiostro di forma rettangolare dove spiccano per bellezza e leggerezza le colonnine binate con capitelli a forme d’acanto sormontati da archi a sesto acuto. All’interno del chiostro si trova una cisterna araba.

Non è possibile descrivere a parole l’atmosfera che si respira all’interno di questo piccolo angolo di paradiso dove sembra quasi che il tempo si sia fermato!

 

San Giovanni degli Eremiti (via dei Benedettini, 20)
Orari visite: Da lunedì a sabato 9,00-19,00 (ultimo ingresso 18,30)
Domenica e festivi 9,00-13,30 (ultimo ingresso 13,00)
Ticket: Biglietto singolo intero :  6,00 €
Biglietto singolo ridotto 3,00 €
Note: Prima domenica del mese ingresso gratuito
Marianna

Vive a Palermo. Appassionata di fotografia, di lettura e di ogni forma d'arte (o quasi). Innamorata della Sicilia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sul cibo all'interno della letteratura e dei menu siciliani.

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