Filastrocche e Poesie

Viva la Coppola

Signore e signori, col Vostro permesso,
trascorsi tant’ anni non so perché adesso,
vorrei sfatare una sporca leggenda,
un luogo comune, che credo sia immondo.
Vorrei “sfiatare” quel pallone gonfiato
Che fa innalzare la mongolfiera
di chi, volando sulla Terra a me cara,
sorvola su tanta gente geniale
e passa sopra storie d’amore,
storie d’eroi, che uccidono il male…
e poi, sulla tomba, lasciano il fiore
della preziosa loro giovane vita.
Sorvola distratto, senza ammirare
Giardini irrigati con il sudore,
sorvola artisti, operai, artigiani…
e lascia cadere con candide mani,
del fango e per giunta non poco,
su chi ha in testa un copricapo
elegante, pulito, oppur consumato
dal tempo, lavoro o dal salutare
immagini sacre, amici, signore…
Mio caro pilota di mongolfiera
Dentro la “coppola”, hai mai pensato…
C’è stata la testa di Pirandello
E di Verga e di Sciascia il cervello?
Ma la portavano anche Gaetano,
Calogero e Nino, dei contadini,
che mi insegnaron, quand’ero bambino,
le semplici cose che manno arricchito:
“Sai perché, Lorenzino, il gelsomino,
un cosí piccolo e candido fiore
fa ineguagliabile, immenso odore?”
“Perché é un sospiro del Creatore!”
Allor, riflettendo, senza aver fretta,
dimmi a che pensi dicendo “bombetta”?
Ad un signore con giacca e cravatta…
Ad un inglese di stile perfetto!
Così come, e capisco il perché,
“paglietta” è Spadaio o Chevalier.
Dici “cilindro”? E vedi signori…
Anche se fabbricano mine e cannoni…
E il “basco”, invece, son Pirenei
E pensi a Nenni; ed altro mai!
Se dici “feluca”, caro aviatore,
vedi ammiragli ed ambasciatori.
Dici “berretto”? E pensi ai bambini,
ai militari oppure ai postini.
Vorrei sapere, allora, perché
Dicendo “coppola”…uno…due…e tre…
Ed a che pensi? Al Principe Carlo, a un vicerè?
Ad un elegante giocatore di golf,
che con la coppola, ha pure un gilet?…
O forse a “Francis”, il grande regista?…
Dicendo “coppola” ti salta in testa…
E questa, scusa, è abitudine strana,
soltanto la mafia, che è siciliana!

Protesta la coppola, copricapo signore,
che in fondo è un “basco con la visiera”,
dato che abbiamo in Sicilia regnante
un sole speciale, fin troppo splendente.
E più dei cappelli usati qua e là,
la coppola ha un pregio: ha l’umiltà!
Sei alto un metro e ottantasei?
Sei basso uno e cinquantasei?
E lei Ti lascia… quello che sei.
Non fa più alti di quelli che son
Autorità e gente comune…
Come fanno i cilindri, fez e tiare,
come i berretti con sopra i pon-pon.
La coppola, amico, … non fa distinzione,
e copre i pelati e i capelloni,
è un copricapo che non fa differenza:
copre ignoranza e intelligenza.
E se fosse vero che “coppola storta”
Sono i mafiosi senza decoro,
non è storta lei, storti son loro!

Renzino Barbera

Marianna

Vive a Palermo. Appassionata di fotografia, di lettura e di ogni forma d'arte (o quasi). Innamorata della Sicilia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sul cibo all'interno della letteratura e dei menu siciliani.

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