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Il Duomo di Cefalù, una fortezza religiosa

Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita

Vangelo di Giovanni 8,12

LA COSTRUZIONE DEL DUOMO TRA LEGGENDA E VERITA’

Conosciuto anche con il nome di Basilica Cattedrale della Trasfigurazione, il Duomo di Cefalù, come quasi tutte le opere di inestimabile valore, affonda le sue radici in una leggenda. Si narra che re Ruggero II d’Altavilla, durante un viaggio da Salerno a Palermo, fu colpito da una terribile tempesta e abbia espresso in voto al Signore di erigere una Chiesa nel luogo in cui avesse preso terra sano e salvo con tutto l’equipaggio.

In verità le motivazioni della costruzione del Duomo sono da ricercare nell’ambito politico – militare, infatti era intenzione della monarchia normanna lasciare, in tal modo, un segno del proprio primato e del proprio dominio. Proprio per questo il Duomo ha le fattezze di una fortezza.

DAL PROGETTO ALLA REALIZZAZIONE

Il Duomo sovrasta gli edifici del borgo marinaro.

La sua costruzione, iniziata domenica 7 giugno 1131, giorno di Pentecoste, per volere di re Ruggero II (1095-1154), presenta diverse e complesse fasi costruttive che si protraggono sino all’età sveva, periodo della consacrazione (10 aprile 1267).

Il progetto originale, infatti, prevedeva la realizzazione di un edificio imponente che è rimasto per molti tratti incompleto. Re Ruggero II aveva previsto, inoltre, che il Duomo diventasse mausoleo della famiglia reale e per questo motivo fece costruire due sarcofagi porfirei con relativi baldacchini marmorei con intarsi a mosaico: il suo desiderio non fu però esaudito, il suo corpo riposa nella cripta della Cattedrale di Palermo mentre i sarcofagi vennero fatti trasportare da Federico II nella Cattedrale di Palermo destinandoli per se e per i suoi familiari.

Realizzato a modello delle basiliche benedettine di provenienza cluniacense e caratterizzato da uno stile romanico con tratti bizantini, il 3 luglio 2015 il Duomo di Cefalù entra a far parte del Patrimonio dell’UNESCO all’interno del percorso “Palermo Arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale“. 

IMPONENTE COME UNA FORTEZZA

Imponente come una fortezza, secondo il progetto iniziale ancora di più, il Duomo sovrasta tutta la parte vecchia del borgo marinaro e si affaccia su un ampio sagrato terrazzato che aveva funzione di cimitero.

La facciata è incastonata tra due possenti torri normanne alleggerite elegantemente da bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali quattrocentesche molto diverse tra loro. La torre a sinistra presenta una pianta ottagonale con merli ghibellini a simboleggiare la corona reale e il potere temporale, mentre quella a destra presenta una pianta quadrata con merli a forma di fiammella come simbolo della mitra papale e del potere spirituale. La facciata, inoltre, è preceduta da un portico a 3 fornici costruito da Ambrogio da Como, al di sotto del quale vi è la porta regum incorniciata da un portale marmoreo finemente decorato. Le absidi laterali (1215-1223) sono decorate da archetti incrociati e da mensoloni scolpiti, quella centrale invece aveva in origine 3 grandi finestre che sono state chiuse per la realizzazione del mosaico absidale.

Il Duomo di Cefalù si erge maestoso sulla piazza del Duomo. 33 gradini separano la Piazza dal Sagrato.

UN EDIFICIO SOLENNE E GRANDIOSO

Internamente la Chiesa, solenne e grandiosa, presenta la caratteristica pianta a croce latina con il transetto di un’altezza maggiore rispetto alle navate, tipico dell’architettura nordica. Due serie di otto colonne antiche di spoglio (probabilmente appartenute ad alcuni templi pagani), quattordici in granito rosa e due in marmo cipollino con basi e capitelli del II secolo a.C., dividono la sala in tre navate. La navata a destra culmina nel diaconico, ovvero il luogo dove vengono custoditi gli arredi sacri, mentre la navata sinistra culmina nella protesi, ovvero il luogo della preparazione delle oblate, del pane e del vino per la celebrazione eucaristica, qui è presente la Cappella del Santissimo Sacramento che è caratterizzata da una decorazione a stucco neoclassica e contiene l’altare argenteo realizzato nel XVIII secolo. La navata centrale infine culmina nel presbiterio che, rialzato rispetto al piano della Chiesa, occupa interamente la crociera e l’abside; qui si può ammirare l’altare maggiore ideato da Virginio Ciminaghi (1992).

La navata centrale. Il Presbiterio con la croce dipinta nel recto e nel verso da Guglielmo da Pesaro. Un tempo nel presbiterio erano presenti il trono regale a sinistra e il trono episcopale a destra, adesso rimangono solo due lastre decorative musive con su scritto rispettivamente sedes regia e sedes episcopalis.

 

L’abside Sinistra o Protesis è il luogo dove avviene la preparazione delle oblate , del pane e del vino per la celebrazione eucaristica. La protesi è adibita a Cappella del Santissimo Sacramento.

I SOFFITTI LIGNEI

I soffitti che coprono le tre navate sono di fattura lignea a capriate con travi dipinte con busti di animali fantastici e motivi decorativi, la copertura della navata centrale (1170 circa) inoltre è l’unico esempio superstite di carpenteria normanna ancora visibile.

I soffitti della navata centrale (1170 circa) sono l’unico esempio superstite di carpenteria normanna ancora visibile.

L’IMPIANTO MUSIVO CHE CULMINA NEL CRISTO PANTOCRATORE

Come si può notare dalle date trascritte la maggior parte della realizzazione del Duomo è avvenuta dopo la morte di Re Ruggero II, ciò potrebbe far presagire che non sia stato eseguito il suo progetto originale, molte parti, in effetti, sembrano solamente abbozzate o rattoppate. L’unica parte del progetto che è stata completata prima della morte di Re Ruggero II è la parte presbiteriale (1148), ovvero la decorazione musiva che probabilmente era prevista per tutta la Chiesa. L’impianto musivo, realizzato da maestri bizantini di Costantinopoli, è ordinato in 4 fasce delimitate da cornici e motivi geometrici e vegetali stilizzati eccetto quella che separa il catino dal resto dell’abside. Le tessere non superano i 10 mm di grandezza…un lavoro davvero minuzioso. Partendo dalla fascia più bassa troviamo: sei apostoli, i Santi Pietro e Paolo con i quattro evangelisti, la Madonna orante con i quattro arcangeli e infine la figura dominante del Cristo Pantocratore che è, allo stesso tempo, Re, Sacerdote e Profeta. La sua Regalità è confermata dalla presenza del nimbo gemmato, la sua dignità sacerdotale dalla stola verde che scende dalla sua spalla destra, il suo carattere profetico dal libro aperto che tiene nella mano sinistra. Egli inoltre presenta una doppia natura, quella divina rappresentata dalla veste rossa lumeggiata d’oro mentre quella umana dal mantello blu.

 

I Mosaici dell’Abside centrale sono stati realizzati durante la reggenza di Re Ruggero II. Dall’alto in basso abbiamo: Cherubini, Serafini e altre figure angeliche; Il Cristo Pantocratore; la Madonna in preghiera con mani alzate e piedi sul cuscino regale attorniata dai 4 arcangeli (Raffaele, Michele, Gabriele e Uriele); i Santi Pietro e Paolo e i quattro evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni); gli apostoli Filippo, Giacomo, Andrea, Simone, Bartolomeo e Tommaso. Ognuno ha accanto il proprio nome scritto sia in greco che in latino per identificarli meglio. L’abside centrale inoltre è ricoperto da una fitta decorazione musiva. Nella prima campata sono ben visibili gli stucchi realizzati da Giuseppe Li Volsi nel XVII secolo.

 

Per informazioni sugli eventi e sugli orari delle Messe: Cattedrale di Cefalù

 

Marianna

Vive a Palermo. Appassionata di fotografia, di lettura e di ogni forma d'arte (o quasi). Innamorata della Sicilia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sul cibo all'interno della letteratura e dei menu siciliani.

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