Cucina Siciliana

Il Gelato di Campagna…il dolce tricolore delle feste popolari.

Credo sia capitato a tutti voi di recarvi presso una sagra o una festa popolare siciliana e vedere nelle bancarelle, accanto a calia e semenza, quei piccoli mattoncini somiglianti a piccole bandiere tricolore, molti sapranno già a cosa mi riferisco…per quelli che invece non hanno ancora capito, beh sto parlando del gelato di campagna, un concentrato di zucchero, nel vero senso della parola!!

In effetti l’ingrediente principale di questo dolce, che non ha niente a che fare con il gelato per definizione, eccetto la caratteristica di sciogliersi in bocca, è lo zucchero accompagnato da altri pochi ingredienti quali la cannella, il pistacchio e le mandorle.

POCHI CENNI STORICI

Di origine araba, come molte pietanze siciliane, il gelato di campagna, una sorta di torrone tenero, veniva prima preparato a forma di mezzaluna (simbolo magico nella cultura araba) e poi anche a forma rettangolare quando fu appreso all’interno dei monasteri. La sua maggiore diffusione però avvenne nel 1860 quando venne colorato di rosso, bianco e verde per acclamare e omaggiare l’arrivo di Garibaldi e l’annessione della Sicilia all’Italia.

Nonostante il passare degli anni abbia contribuito ad un susseguirsi di inevitabili “contaminazioni”, il gelato di campagna rimane un classico della tradizione culinaria siciliana, a dispetto di qualsivoglia dieta!

PREPARAZIONE

Per prepararlo bastano pochi semplici passaggi: prima di tutto fate sciogliere lo zucchero in un tegame con dell’acqua calda. Appena lo zucchero farà il caratteristico “filo”, aggiungete, continuando sempre a mescolare il composto, prima le mandorle macinate e poi anche delle mandorle sgusciate, del pistacchio, della frutta candita tagliata a pezzetti e della cannella. Dopo aver amalgamato per bene, separate il composto per colorarlo con i diversi colori vegetali, sistemate le diverse parti in un unico stampo e mettete in frigo per 12 ore. Terminato questo tempo toglietelo dalla stampo, tagliate a fette e servite!

Marianna

 

PS: Assunto dopo l'”acchianata” al Santuario di Santa Rosalia (23 rampe) provvede a colmare l’eventuale calo di zuccheri.

Marianna

Vive a Palermo. Appassionata di fotografia, di lettura e di ogni forma d'arte (o quasi). Innamorata della Sicilia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sul cibo all'interno della letteratura e dei menu siciliani.

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