Cucina Siciliana

Sarde a beccafico: una vera delizia per i palati più fini

Il nome di questo particolare piatto deriva da un uccello chiamato “beccafico”. In passato la nobiltà siciliana andava a caccia di questi uccellini e li consumava farciti delle loro stesse interiora. Il piatto era delizioso ma considerato un bene di lusso dal popolo che decise di utilizzare le materie prime che poteva permettersi e al posto delle interiora utilizzarono come ripieno la mollica di pane e pinoli.

E’un piatto tipico siciliano riconosciuto e inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.)

Il piatto è molto semplice e facile da preparare ed è buono anche in estate perché si può mangiare freddo.

PREPARAZIONE

Per preparare le sarde a beccafico, basta seguire dei piccoli accorgimenti. Intanto, pulire le sarde, togliere le lische e le teste. Dopo averlo fatto, asciugarle e aprirle a libro.

Preparare la “muddica atturrata”con le passoline e i pinoli, lo zucchero, il sale e il pepe. Mescolare bene questi ingredienti e poi prenderne poco per volta e metterlo su ogni sarda. Arrotolare le sarde appena farcite in modo da creare degli involtini. Disporli allineati in una teglia, alternandoli con foglie di alloro. Mettere in forno e a fine cottura, a piacere, cospargerle di succo di limone o di arancia.

Buon appetito.

In Camilleri, Il ladro di Merendine: “S’arrisbigliò malamente: i linzòla, nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico che la sera avanti si era sbafàto gli si erano strettamente arravugliate torno torno il corpo, gli parse d’essere addiventato una mummia. ”.

Francesca e Marianna

Ph Ausilia Lo Cicero

Francesca

Vive a Palermo. Appassionata di lettura e scrittura e innamorata della Sicilia e di ogni suo piccolo angolo. Laureata in Scienze turistiche con una tesi su come il turismo in Sicilia sia stato influenzato dai mass media.

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