Folklore

Vi va una partita a carte?

A parte mio marito, a cui non piace giocare con nessun tipo di carte, ognuno di noi durante le grandi feste in famiglia, le serate in spiaggia, i pomeriggi in cui ci assale la noia, ha giocato a carte almeno una volta nella vita.

Le origini delle carte da gioco non si conoscono ma già nel X secolo d.C. in Cina esisteva un prototipo delle carte da gioco. Dobbiamo aspettare gli Arabi per trovarle in Sicilia, dopo la loro conquista.

Le carte siciliane sono in tutto quaranta, con quattro semi: Oro, Coppe, Spade e Bastoni (o Mazze); per ogni seme ci sono tre figure: u Re, u Cavadduzzu, a’Donna. Gli assi sono quattro, uno per ogni seme, e il più rappresentativo è quello di bastone, che si trova raffigurato spesso sui carretti siciliani.

GIOCHI CON LE CARTE: TI VITTI! E CUCU’!

I giochi più comuni con le carte siciliane sono: Briscola, Cinquecento, ovvero una briscola con la dichiarazione del seme (Briscola a…), Scopa, Sette e mezzo, Ti vitti e Cucù.

Ci soffermeremo sugli ultimi due, che sono prettamente siciliani e divertentissimi.

In Ti vitti i giocatori cercano di finire il proprio mazzo di carte mettendole sull’altro mazzo. Se si ha una carta da piazzare sul mazzo dell’avversario e non lo si fa, l’avversario lo fa notare esclamando Ti vitti! (ti ho visto in dialetto) e si torna indietro.

Il Cucù è divertente da fare quando si è in gran numero. A partire dal mazziere, in senso orario, i giocatori si passano le carte cercando di raggiungere il punteggio massimo e di passare agli altri l’asso. Il giocatore che ha il Re di Denari, la cosiddetta Matta, deve dire Cucù! e quindi bloccare il cammino delle carte. E’ ancora più esilarante se lo si fa “col morto”: si fanno tre giri con i soldi e si paga ogni volta che si ha il punteggio più basso. Quando i soldi finiscono il giocatore è morto e, per rientrare nel gioco, deve riuscire a farsi rivolgere la parola da uno degli atri giocatori.

Francesca

Ph Marianna

Francesca

Vive a Palermo. Appassionata di lettura e scrittura e innamorata della Sicilia e di ogni suo piccolo angolo. Laureata in Scienze turistiche con una tesi su come il turismo in Sicilia sia stato influenzato dai mass media.

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